COMUNICATO STAMPA #3 DEL 19.11.2018

“La rivoluzione digitale è come una grande onda dell’oceano Atlantico: o impari a cavalcarla o ne rimami travolto”. E’ questo in estrema sintesi in pensiero di Pietro Busetta, presidente del Comitato Scientifico delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, giunte alla XI edizione, che hanno preso il via questo pomeriggio a Palermo, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile.
Ad aprire i lavori è stato Alessandro La Monica, componente del comitato organizzatore dell’iniziativa e presidente di Diste Consulting, il quale ha riepilogato tutti gli appuntamenti previsti fino al 24 novembre, ricordando anche come quest’anno molti incontri siano dedicati ai ragazzi che, al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro, dovranno essere perfettamente in grado di destreggiarsi con le nuove tecnologie.
La Monica ha anche lanciato la proposta al sindaco Leoluca Orlando di far designare Palermo, capitale della cultura economica. Il sindaco dal canto suo, intervenendo per porgere i saluti istituzionali, ha detto che prenderà in esame il suggerimento, evidenziando come l’economia sia strettamente collegata alla vita stessa e come l’attenzione al digitale sia una grande opportunità in grado di apportare sviluppo e miglioramenti in ogni ambito. Orlando ha anche parlato della necessità di promuovere la cultura d’impresa nel Mezzogiorno, senza però tralasciare un tipo di sviluppo economico aderente alle esigenze reali delle persone.
L’intervento successivo è stato quello del presidente dell’Amat Michele Cimino che ha preannunciato, per i prossimi giorni, la presentazione di un piano industriale che apporterà sostanziali novità nel settore dei trasporti cittadini, con l’introduzione di app e di altri servizi tecnologici.
Anche Giuseppina Talamo, consigliere dell’Irfis ha messo in rilievo la necessità di innovare, fornendo risposte concrete sia ai piccoli che ai grandi imprenditori, ma con un occhio sempre attento ai giovani in grado di proporre idee per imprese sostenibili. Quindi un invito ad unire le forze per innescare un processo di crescita in tutta la Sicilia. E’ stato dunque dato inizio alla tavola rotonda dall’emblematico titolo: “E tu lavorerai con gran sudore… fino alla rivoluzione digitale”, coordinata da Pietro Busetta, il quale ha sottolineato il fatto che i siciliani in realtà, non hanno molta voglia di fare impresa, considerando il fatto che, a fronte di un 1milione e 300mila lavoratori nell’isola, appena 100mila risultano occupati nell’imprenditoria, con livelli fermi da oltre 10 anni. Per Busetta inoltre, bisogna partire dalla formazione e imparare a gestire correttamente il flusso migratorio, rendendolo risorsa. Ma le innovazioni digitali, usate senza criterio possono pure rivelarsi un boomerang, e non va sottovalutato il loro impatto sul mondo del lavoro, come ha fatto notare Michele Limosani dell’Università di Messina e come per questo, occorra un attento intervento anche della politica.
Hanno partecipato alla tavola rotonda anche Fabio Lo Verde dell’Università di Palermo e Fabio Mazzola prorettore vicario dell’Università di Palermo.