PRESENTAZIONE GIORNATE DELL'ECONOMIA DEL MEZZOGIORNO

E tu lavorerai con gran sudore… fino alla rivoluzione digitale

Quando Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso terrestre perché avevano voluto assaggiare il frutto della conoscenza, tra i castighi che il Re dell’Universo comminó loro vi fu quello di dover morire,di partorire con dolore, ed infine quello di dover lavorare!

Il lavoro quindi come punizione per non avere ubbidito alle indicazioni del Creatore!
In realtà da parte di molti, non della totalità dei lavoratori, doversi alzare ogni mattina e dover prestare la propria opera per un numero di ore, in realtà nel tempo sempre più contenuta, è stata sempre visto come un castigo di Dio, e arrivare al pensionamento come la liberazione da un giogo intollerabile!

Nella cultura siciliana poi, la nobiltà ha ritenuto il lavoro qualcosa da limitare agli ultimi! Il principe di Lampedusa caduto in disgrazia dava lezioni di letteratura inglese gratuitamente e contemporaneamente dava in pegno i propri orologi per poter sopravvivere!

Quando un nobile era costretto a lavorare vuol dire che aveva raggiunto il massimo del degrado! Molto meglio vendere dei feudi e mangiare, “scangia e mangia” in dialetto, e continuare ad organizzare colazioni e pranzi sempre più ricchi ed esclusivi per una cerchia ristretta di aristocratici nulla facenti!

Anche la cosiddetta working class ha assunto come proprio ideale di vita quello di avere un emolumento senza lavoro! Ma, non avendo risorse da delapidare, ha pensato bene di chiedere al padrino politico di turno uno stipendio senza lavoro: “duttu’ truvaiu un travagghiu bellissimu, un fazzu nenti (dottore ho trovato un lavoro bellissimo, non faccio nulla)!”.

Nella cultura calvinista l’approccio è stato, invece, di grande dignità per coloro che producevano ricchezza. Lontani dal concetto che sarà più difficile per un ricco entrare in paradiso che per un cammello entrare nella cruna di un ago, hanno considerato il merito ed il profitto un dovere nei confronti della collettività!

La rivoluzione digitale rischia di far diventare tutti nobili, che non volevano un lavoro, tutti working class che volevano uno stipendio senza lavoro e snatureranno anche i protestanti costringendoli a stare su un divano?
Questo è il futuro per chi teme la rivoluzione digitale o la globalizzazione!

Quando si inventò la ruota tutti coloro che trasportavano le merci trascinandoli su una slitta hanno pensato che non avrebbero più avuto un lavoro e quando arrivò il motore a scoppio tutti i carrettieri pensarono la stessa cosa!
Adesso in molti pensano che l’umanità resterà senza una possibilità di lavoro e quindi che in molti non avranno più i mezzi di sostentamento! Nulla di più sbagliato! Come sempre è stato, attraverseremo anche la rivoluzione digitale che ci consentirà di crescere nella qualità del lavoro!

Ma bisogna essere capaci di cavalcare ogni tipo di rivoluzione, con la formazione e con gli investimenti adeguati! Abbiamo sempre più bisogno di skills adeguati, di formazione di altissimo livello, di una industria avanzata che utilizzi il più possibile le nuove frontiere della innovazione tecnologica! L’alternativa è di cavalcare l’onda o farsi sommergere! Dipenderà dalla capacità che avrà il Paese ed il Pianeta di attraversare questa splendida fase della rivoluzione digitale! Per questo è necessario investire sempre di più in formazione ed acculturamento, di valorizzare al meglio i percorsi formativi delle università, di investire nella ricerca e nella sperimentazione! Se tutto questo faremo ci abitueremo a convivere con Bubu al quale delegheremo tutti i lavori più noiosi e ripetitivi! Che potremo far lavorare 24 ore al giorno, che vigilerà sulle nostre persone anziane e sui nostri bambini ! Che andrà nelle catene di montaggio senza stancarsi, che vigilerà sulle nostre città potendo moltiplicare le postazioni di controllo come già avviene con le telecamere diffuse, che controllerà che i nostri boschi non si incendino, e che i nostri ragazzi possano avere una compagnia discreta che al momento opportuno li aiuti!

Ma attenzione ai rischi se non ci preoccuperemo di tale rivoluzione il rischio che il Paese continui ed accentui quel processo di declino da tempo avviato sarà alto! I paesi che stanno in vetta a quelli sviluppati non sono stati nella storia sempre gli stessi! Gli Egizi, che già nel 2000ac avevano i gonnellini plissettati e costruivano templi come quelli di Assuan o le Piramidi che ancora oggi ammiriamo, li troviamo in giro per il mondo da emigrati! I Greci faro delle civiltà e della democrazia oggi si barcamenano malamente in Europa! Bene, il nostro Paese invece di impaurirsi di fronte alla nuova rivoluzione deve avere un colpo di reni ed essere felice che potrà continuare a lavorare magari senza sudore!

Pietro Busetta
Presidente Comitato Scientifico
Giornate dell’Economia del Mezzogiorno